Il WC in viaggio

05/06/2012-31/10/2012, Castel Trauttmansdorff

Il WC in viaggio

Se il viaggio è il momento in cui si tenta di lasciarsi alle spalle gli aspetti più sgradevoli della quotidianità, il rapporto con il WC è l'unica cosa a cui non possiamo sottrarci neppure per brevi periodi. Come la stessa arte di viaggiare, anche il "pensatoio" ha subito radicali trasformazioni nel corso dei secoli. Il Touriseum vi invita ad immergervi in una breve storia culturale della toilette.

Fu inizialmente la cosiddetta "sedia comoda", o semplicemente "comoda", a dare un tocco di comfort all'espletazione dei bisogni della nobiltà Settecentesca. Alcuni esemplari erano richiudibili e trasportabili e consentivano ai nobili viaggiatori di ritrovare il consueto lusso anche durante il tragitto. La reale funzione di questo pezzo di mobilio era spesso discretamente mascherata da forme stravaganti. Quello che non si poteva mascherare era l'odore che emanava dalle comode, cui si tentava di porre rimedio riempiendo i vasi di acqua.

All'inizio dell'Ottocento, quando già il comfort della luce elettrica in tutte le camere e nelle sale da fumo e da ballo, nonché la presenza dell'ascensore erano dotazioni standard dei maggiori alberghi, i Grand Hotel cominciarono ad apparire le prime toilette ai piani. Avere un bagno privato in camera non era ancora considerato una necessità. Ospiti illustri dell'Hotel Lago di Carezza, come Arthur Schnitzler o Agatha Christie, hanno utilizzato lo stesso bagno almeno fino agli anni Venti del Novecento. Un albergo particolarmente all'avanguardia fu il Grand Hotel Penegal, sulla Mendola, che offriva agli ospiti delle sue 200 camere un bagno privato già prima del 1910.

Grande protagonista della quotidianità del viaggio fu per molto tempo il vaso da notte. Quando gli alberghi erano ancora scarsamente dotati di impianti igienici, gli ospiti provvedevano ai loro bisogni in queste ciotole, che venivano collocate nel comodino e svuotate la mattina successiva dal personale dell'albergo.

Lo stato delle toilette in molti piccoli hotel altoatesini è rimasto a lungo inalterato. Nel 1972 l'amministrazione provinciale emanò una legge specifica per sostenere la costruzione di impianti sanitari e il raggiungimento di nuovi standard di comodità fu sostenuto nel 1978 dalla campagna pubblicitaria "Südtirol – fließend Deutsch und warmes Wasser" ("Alto Adige – abbiamo acqua corrente e parliamo correntemente il tedesco"). Con l'introduzione della classificazione delle strutture ricettive negli anni Ottanta, la presenza del bagno in camera fu assunta come importante criterio di valutazione e in breve divenne uno standard.

Date anche un'occhiata ai bagni del museo: vi aspetta un "idillio di cartoline" dell'artista meranese Matthias Schönweger.

Da qui è possibile scaricare la broschure "Il gabinetto in viaggio".

La mostra virtuale.

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